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RAI MediaMente

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Frontiere di Rete
Le novità di Internet ai confini del nuovo secolo

di Laura Massacra

Se il secolo fosse inteso come un mare i cui confini coincidono con le estremità temporali delle sue coste cronologiche, allora il 2001 sarebbe vissuto come il momento successivo al passaggio della frontiera che separa una cultura dall'altra, una tradizione che volge al termine da quella che invece sorge.

Attraversa infatti questo spirito Frontiere di Rete (Calvo, Ciotti, Roncaglia, Zela, Laterza L 22.000), un libro che, al di là della sua utilizzabilità come manuale, offre una serie di coordinate tematiche per orientarsi nelle nuove questioni culturali che legano la Rete al 'mondo della vita' senza dovere necessariamente inciampare nei grovigli dell'universo tecnico del 'know how'.

Il libro, giunto al suo terzo mese di vita, cerca infatti di dare conto dei nodi che sono sentiti di cruciale importanza per il cammino dei new media e che sono diventati parte centrale nella cultura connessa alle nuove tecnologie.

Il lavoro è suddiviso per 5 aree tematiche principalmente connesse alla Rete ma che affrontano gli aspetti più ampi del legame del Web con la finanza, il servizio pubblico e i diritti del cittadino, l'editoria, la comunicazione, le questioni tecniche relative alla accessibilità attraverso la banda larga.

Gli autori, ognuno dei quali può essere a buon diritto considerato un precursore concettuale dei successivi sviluppi tecnologici e culturali della Rete, si sono distintamente occupati di una area specifica, mettendo così a frutto competenze e intuizioni emerse in un decennio di lavoro e riflessione sulle potenzialità della Rete.

Gino Roncaglia, ricercatore presso l'università della Tuscia, utilizza le sue conoscenze e le trasforma in una estetica del Web che compare nell'appendice dai toni visionari e nel corposo capitolo sugli orizzonti della finanza in Rete.

Marco Calvo, fondatore del Progetto Manuzio - la prima biblioteca gratuita e virtuale di narrativa italiana, si misura invece con la parte relativa alle possibilità offerte dalla Rete per migliorare i servizi del cittadino attraverso la costituzione di reti civiche, carte d'identità elettroniche, snellimento delle trafile burocratiche dei ministeri per mezzo di un'articolazione on line dei servizi offerti al pubblico.

Marco Zela, da anni curatore del settore informatico e telematico di Rai Educational, cerca di spiegare i vantaggi della banda larga per il trasferimento di informazioni sul Web e fugare dubbi e controversie che quasi sempre emergono dall'insormontabile gap tra sapere tecnologico e uso dei mezzi in qualità di semplice 'utente'.

Infine Fabio Ciotti, studioso e pensatore che collabora con il Centro di Informatica all'Università di Roma 'La Sapienza', cerca di far luce sul futuro dell'editoria multimediale mostrando le possibilità offerte dalla produzione di nuovi e-book ipertestuali capaci di capovolgere il rapporto tra utenza e creazione narrativa in modo creativo e fecondo anche dal punto di vista didattico.

Proprio per il fatto che il libro si muove sul territorio di frontiera che congiunge presente e futuro, attualità e avvenirismi possibili, 'Frontiere di Rete' gioca contemporaneamente su due piani, quello della libera fruizione attraverso il Web e quello del suo utilizzo attraverso il classico supporto cartaceo. Non a caso il libro ha optato per un prezzo di copertina davvero contenuto e, allo stesso tempo, può essere scaricato gratuitamente dalla Rete all'indirizzo ella casa editrice Laterza.

Un'operazione commerciale che tiene conto delle due culture, quella tradizionale e quella dominata dai new media, in cui la pubblicazione si colloca e che riflette un modo innovativo, democratico e originale di consegnarsi al pubblico.

"Nell'impresa l'operatore di successo -canta la carta del capitolo nono- non è quello che possiede il maggior numero dei clienti ma quello che conosce più a fondo i bisogni di ciascuno di essi" anche dove questa conoscenza assomiglia più al tentativo di costruzione, di induzione di un bisogno che all'effettiva capacità di cogliere le essenziali esigenze dell'utente. Oltre a dare indirizzi di siti che offrono la possibilità di conoscere i gusti e le preferenze delle persone di modo da potere anticiparle con l'offerta di un prodotto creato appositamente per loro il capitolo offre importanti considerazioni su come costruire il prodotto che risponda alle loro esigenze. Su come, in sostanza, costruire una esigenza prima ancora che essa sorga.

Il focus centrale dell'azienda diventa, quindi, non tanto quello di pensare il prodotto che meglio risponda alle esigenze del futuro cliente quanto quello di 'formare' il cliente, ossia, costruire un bisogno di modo che venga successivamente soddisfatto dall'uscita sul mercato di un nuovo prodotto. Sfortunatamente o fortunatamente, nella storia del mondo occidentale, vi sono stati prodotti che non sono mai riusciti a penetrare in alcune società perché i popoli non erano mai pronti, ossia mai abbastanza condizionati dai mercati al punto da cedere quei costumi e quelle abitudini in cambio di un nuovo sfolgorante prodotto. In altri casi, meno vantaggiosi, alcuni gruppi sociali non sono mai riusciti ad arrivare a beneficiare di certi prodotti perché le logiche interne al capitalismo avanzato hanno sopravanzato se stesse portando alla distruzione di etnìe e città intere proprio per ragioni di mercato. Si veda il lancio della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaky come un caso di distruzione di un'ampia porzione di tessuto sociale a fini economici.

Si spera dunque, che la formazione del cliente non attraversi mai il terreno, già troppo battuto, del condizionamento ai fini di una omologazione e, quindi, di un azzeramento di identità psicologica, sociale e numerica.


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